Sat. Nov 28th, 2020

Caos autostrade: Liguria chiede danni a Mit-Aspi. Da sabato stop al pedaggio su 150 km di rete

ritardi anche per i treni

Un esposto-denuncia inviato alla Procura, una diffida al Mit e un ordine del giorno da portare in Conferenza Regioni: sono le azioni annunciate a Genova dal governatore Giovanni Toti in “una delle giornate peggiori” per il traffico autostradale in Liguria rinnovando l’invito al Mit alla predisposizione di “un nuovo piano” di controlli nelle gallerie

La prima auto sul nuovo ponte di Genova

Un esposto-denuncia inviato alla Procura, una diffida al Mit e un ordine del giorno da portare in Conferenza Regioni: sono le azioni annunciate a Genova dal governatore Giovanni Toti in “una delle giornate peggiori” per il traffico autostradale in Liguria rinnovando l’invito al Mit alla predisposizione di “un nuovo piano” di controlli nelle gallerie

4′ di lettura

L’intera viabilità di Genova è andata in tilt oggi 3 luglio con code chilometriche per il prolungamento inatteso della chiusura di un tratto della A10 Genova-Savona. L’ispezione programmata di una galleria (la Borgonovo) da parte di Autostrade per l’Italia è continuata oltre le prime ore dell’alba e la tratta è stata riaperta solo alle 10.
Nel frattempo si sono creati dodici chilometri di coda sulla A10 tra il bivio A26 e Arenzano, 6 chilometri tra Masone e il bivio A26-A10 Genova-Ventimiglia. E il traffico si è riversato sulla viabilità ordinaria creando così uno dei peggiori ingorghi che si ricordi dai tempi del crollo del Morandi – se non peggiore – con 20 chilometri in colonna sulla Aurelia da Sampierdarena ad Arenzano.
Paralizzata anche la Guido Rossa, la principale viabilità per i trasporti al porto. Nei prossimi giorni, ha avvertito Autostrade per l’Italia, in altri tunnel della rete ligure l’attività avrà una “particolare intensità”: “Per rispettare la scadenza del 10 luglio indicata dal Mit”, insomma, si preannunciano nuovi ingorghi dopo il grande imbuto visto oggi nel nodo genovese.

Toti, diffida al Mit e esposto

In serata l’annuncio del Governatore Toti di una serie di azioni: un esposto-denuncia inviato alla Procura, una diffida al Mit e un ordine del giorno da portare in Conferenza Regioni, che ha poi rinnovato l’invito al Mit alla predisposizione di “un nuovo piano” di controlli nelle gallerie. “Al momento non è arrivato cenno di risposta – ha detto Toti -. Abbiamo inviato una diffida affinché il Mit si sieda attorno a un tavolo entro 7 giorni per quantificare il danno subito dalla Liguria. Altrimenti agiremo per vie legali”.

Autostrade: ok da sabato 4 luglio a esenzione totale su 150 km di rete

Da sabato 4 luglio Autostrade per l’Italia rende gratuite ulteriori tratte della rete gestita in Liguria. Complessivamente circa 150 chilometri di rete saranno senza pedaggio. Lo comunica una nota della società motivando la decisione con “i rilevanti disagi sulle tratte liguri generati dalla concentrazione di attività di ispezione e manutenzione delle gallerie, necessaria per ottemperare alle prescrizioni del Mit di fine maggio. L’ulteriore esenzione riguarderà i seguenti collegamenti: tratti dell’A12 e dell’A7 da Lavagna a Genova Ovest a Vignole Borbera; tratto dell’A10 da Varazze a Genova Aeroporto; tratto dell’A26 da Ovada all’allacciamento con l’A10. “Le esenzioni – aggiunge la nota di Aspi – resteranno in vigore fino a quando permarranno condizioni di rilevante disagio sulla rete ligure a causa delle prescrizioni ministeriali a cui Aspi deve ottemperare”.

Ingorghi e code da inizio giugno

Nella autostrade liguri gli ingorghi sono all’ordine del giorno praticamente da inizio giugno con la ripresa degli spostamenti tra le regioni. A fine di maggio – sempre aperta la querelle sulla revoca della concessione dopo il crollo del Morandi – il Mit ha dato nuove disposizioni sulle ispezioni nelle gallerie e Aspi ha aperto in Liguria decine di cantieri, che spesso comportano cambi di carreggiata, e tratte chiuse la notte e in cui di giorno si viaggia su una sola carreggiata per consentire le ispezioni sull’altra. Le istituzioni locali hanno lamentato a più riprese il mancato coordinamento dei lavori, pur tra i frequenti ‘tavoli’ convocati dal Mit con Aspi (solo mercoledì si è svolto quello con i sindaci dell’Anci Liguria).

In tutto ciò è intervenuto il colosso mondiale dello shipping Cosco che oggi ha avvertito i propri clienti di questo “caos mai visto” sconsigliando di usare il porto di Genova per le spedizioni, invitando a rivolgersi a scali alternativi come La Spezia, Ravenna, Trieste, Venezia. “Il livello di allarme è massimo, la situazione è sfuggita al Mit per incapacità disarmante a pianificare e Aspi è responsabile dell’incuria della rete che va avanti da anni”, ha commentato il direttore di Spediporto Giampaolo Botta. L’associazione dei terminalisti portuali aderente a Confindustria, Assiterminal, ha annunciato che è all’esame una possibile azione legale “sotto forma di class action o di richiesta danni ad Autostrade”, ma anche ad altri, ha spiegato il presidente Luca Becce. “Regione Liguria e il sindaco di Genova Marco Bucci fanno di tutto per far aprire almeno le due corsie sulle autostrade liguri, speriamo che il Governo li ascolti”, ha commentato Aldo Spinelli, fondatore dell’omonimo gruppo della logistica. “Oggi è stato chiuso il primo porto del Mediterraneo”, il suo riassunto. Il presidente del porto di Genova Paolo Emilio Signorini si è comunque detto “moderatamente ottimista” su una soluzione, mentre i lavoratori portuali hanno preannunciato a breve una grande mobilitazione per farsi sentire dalle istituzioni