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Sun. Dec 6th, 2020

Coronavirus: in bilico la proroga dello stato d’emergenza oltre il 31 luglio. Ecco le misure alternative allo studio

contrasto al covid

Dal ruolo di Arcuri, alle corsie veloci per gli acquisti, allo smartworking tra le decisioni che potrebbero essere confermate da un decreto legge. In un’ordinanza del Ministero della Salute le mascherine e gli altri provvedimenti sanitari

di Marzio Bartoloni

Il balletto delle mascherine: dove sono obbligatorie e dove no dal 15 luglio

Dal ruolo di Arcuri, alle corsie veloci per gli acquisti, allo smartworking tra le decisioni che potrebbero essere confermate da un decreto legge. In un’ordinanza del Ministero della Salute le mascherine e gli altri provvedimenti sanitari

3′ di lettura

L’Italia il 1° agosto potrebbe uscire dallo stato di emergenza. La proroga, anche solo fino al 31 ottobre, che una settimana fa sembrava scontata non lo è più. Il governo e in primis il ministro della Salute Roberto Speranza sta lavorando in queste ore sul dossier con i suoi tecnici a cui ha affidato il compito di affrontare i «nodi formali» per “salvare” le misure e «i poteri straordinari ancora indispensabili» in questa fase senza più ricorrere allo stato di emergenza. L’ipotesi di una sua proroga ha scatenato una levata di scudi tra le opposizioni, ma anche alcuni mugugni nella maggioranza. Che chiedono comunque di passare per il Parlamento.

Cosa dicono i dati completi del ministero

La decisione definitiva sarà presa nei prossimi giorni appena il premier Giuseppe Conte tornerà da Bruxelles, ma l’opzione è sul tavolo anche perché lo stato di emergenza non sarebbe più giustificati dai dati sanitari molto diversi rispetto a 3-4 mesi fa. Anche se il virus resiste: ieri 233 nuovi casi e 11 vittime. Il traguardo contagi zero è ormai irraggiungibile, il Covid avanza per focolai «anche di dimensioni rilevanti e talvolta associati a casi che hanno contratto l’infezione in Stati esteri», avverte l’ultimo report settimanale ministero Salute-Iss anche se con «un numero ridotto di casi che richiedono ospedalizzazione». Focolai che hanno fatto schizzare l’R-t (l’indice che rappresenta le velocità dei contagi) che per la prima volta torna a superare 1 (1,01 per l’esattezza)  a livello nazionale (in pratica 1 positivo ne contagia un altro).

Sono sei le Regioni che hanno superato la soglia simbolica di 1 dell’R-t negli ultimi 14 giorni, ma scendono a 5 se si considera l’ultima settimana monitorata quella dal 6 al 12 luglio (Lazio, Lombardia, Piemonte, Toscana e Veneto). Secondo il report integrale, quello non diffuso alla stampa che nelle ultime settimane può accedere a una versione limitata, ma che il Sole 24 Ore ha potuto vedere, scende il rischio nelle Regioni: se la settimana scorsa erano dieci quelle con classificazione di rischio «moderata» in base ai 21 indicatori messi a punto dal Governo per misurare la capacità regionale di arginare il virus nell’ultimo report sono quattro. E cioè: Emilia Romagna, Lazio, Marche e Veneto. Nell’ultima settimana monitorata sono 109 i nuovo focolai e ben 655 quelli ancora attivi in tutto il Paese.

Focolai dall’estero

A preoccupare sono ancora i contagi di importazione dall’estero: attualmente sono 16 i Paesi per i quali è vietato l’ingresso in Italia. A preoccupare ora sono i Paesi dell’est europeo, alcuni dei quali molto legati all’Italia come la Romania dove nelle ultime 24 ore si sono registrati ben 799 nuovi contagi. Da questo paese arrivano molti lavoratori – in particolare colf e badanti – e ora se l’andamento dei contagi continuerà ad essere alto potrebbe essere il prossimo ad entrare nella balck list. «Stiamo assumendo misure dure, divieti d’ingresso e di transito per alcuni paesi, la quarantena per 14 giorni per tutti quelli che vengono da paesi extra-Schengen: sono misure dure ma indispensabili, perché non possiamo permetterci di vanificare i sacrifici che abbiamo fatto finora», ha detto ieri Speranza. Che come detto lavora alle alternative alla proroga dello stato di emergenza: in Italia il virus c’è ma è sotto controllo.

Misure contro l’emergenza

I poteri e le misure straordinarie – dal commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, che scadrebbe in caso di mancata proroga, alle corsie veloci per gli acquisti fino allo smart working – potrebbero essere salvate attraverso un decreto legge. Tutte le altre misure sanitarie, quelle relative ai protocolli, le linee guida e alle norme per l’utilizzo a esempio delle mascherine potrebbero rientrare nelle ordinanze del ministero della Salute. Provvedimenti straordinari che possono essere adottati con questo strumento di fronte all’emergenza sanitaria. E infatti lo stop ai voli dai Paesi a rischio negli ultimi giorni è arrivato proprio attraverso le ordinanze.