Coronavirus, Italia: dall’Albania al Bangladesh, da dove vengono i contagi dall’estero

emergenza covid-19

Preoccupano i cosiddetti “casi di importazione” che, localmente, i bollettini regionali registrano con frequenza negli ultimi giorni

di Nicola Barone

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(REUTERS)

Preoccupano i cosiddetti “casi di importazione” che, localmente, i bollettini regionali registrano con frequenza negli ultimi giorni

3′ di lettura

Anche se le vittime hanno raggiunto il minimo storico dall’inizio dell’emergenza in Italia quel che preoccupa le autorità sanitarie insieme alle movide è il contagio proveniente dall’estero. Si tratta dei cosiddetti “casi di importazione” che, localmente, i bollettini regionali registrano con frequenza negli ultimi giorni.

Blocco dei voli da e per 16 Paesi

Di giovedì 16 è l’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza che prevede il blocco dei voli aerei, dei treni e di tutti gli altri mezzi di trasporto per il collegamento da e per la Serbia, il Montenegro e il Kosovo, in aggiunta alla precedente lista di quelli a rischio per la pandemia da Covid-19. Secondo la prima ordinanza il divieto di ingresso e transito in Italia riguarda chi nei quattordici giorni antecedenti ha soggiornato o è transitato, oltre ai sopra citati, in 13 Paesi (Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana). Sono le nazioni che hanno un’alta percentuale di incidenza del virus in rapporto alla popolazione ed una resilienza molto bassa dei sistemi di prevenzione e controllo. Per garantire un adeguato livello di protezione sanitaria, restano sospesi anche i voli diretti e indiretti da e per i Paesi indicati nell’ordinanza.

Quarantena per arrivi da extra Ue e Schengen

«Aggiorneremo costantemente questa lista sulla base di una analisi puntuale della evoluzione dei dati», ha annunciato il ministro. Per tutti gli arrivi dai Paesi extra Ue ed extra Schengen à confermata la quarantena di 14 giorni come misura precauzionale per evitare la diffusione. Nel complesso vengono considerata «misure che rappresentano armi decisive per provare ad affrontare la fase di convivenza con il virus».

La Toscana scrive ai consoli di Albania, Perù e Bangladesh

Nell’ultima settimana si sono registrati 52 nuovi casi Covid-19 in Toscana di cui ben 31 sono di origine straniera, di cui 27 solo dall’Albania, comunità che in Toscana conta 60.000 persone. Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha inviato ai consoli di Albania, Bangladesh e Perù una lettera, con un vademecum, con la quale chiede la massima collaborazione per diffondere presso le loro comunità di riferimento la massima consapevolezza e rafforzare la vigilanza sui potenziali rischi sanitari generati dalla pandemia da Covid-19. In esso si riassumono le disposizioni da seguire per chi arriva in Italia da paesi al di fuori dell’Unione europea e richiama le relative responsabilità in caso di inosservanza. In ogni caso le persone al momento dell’arrivo in Italia, anche se asintomatiche, sono obbligate a comunicarlo immediatamente al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria territorialmente competente. I cittadini in arrivo saranno sottoposti alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario, presso il domicilio indicato, per un periodo di 14 giorni. In caso di insorgenza di sintomi Covid-19 sono obbligati a segnalare tale situazione con tempestività alla Asl. Nel caso di positività del tampone la Regione Toscana mette a disposizione del cittadino, per tutto il periodo di infettività, la permanenza presso un albergo sanitario in modo tale da ridurre il rischio di contagio con gli altri membri familiari.

L’allarme nel Lazio, «così si rischia la Catalogna»

Diciassette sono i nuovi malati nel Lazio, 10 di importazione: 6 casi sono di nazionalità del Bangladesh, un caso dall’Iraq, due dal Pakistan e uno dall’India. «Rivolgo un appello all’utilizzo della mascherina o si dovrà richiudere. Non possiamo tornare indietro e disperdere gli sforzi fatti fin qui – ha detto oggi l’assessore regionale alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato – dobbiamo usare la mascherina o rischiamo nuovi casi come in Catalogna». A Ostia, sul litorale romano, dopo il caso di positività di un cittadino bengalese dipendente di uno stabilimento balneare, l’intero lido è stato chiuso per essere sanificato. Anche se gli altri dipendenti e i gestori del lido sono negativi, sono invece risultati positivi i sei coinquilini dell’operatore del Bangladesh, ora posti tutti in isolamento.

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