Ritorni dall’estero, dai drive-in alle cliniche mobili: così funzionano i test nelle regioni

coronavirus

Le Regioni si muovono senza un ordine particolare, mentre negli aeroporti le autorità sanitarie locali cercano di capire come attrezzarsi in modo che gli assorbenti interni siano necessariamente effettuati dai vacanzieri di ritorno dalla Grecia, Spagna, Malta e Croazia.

di Andrea Gagliardi

In un giorno 2000 torni a rischiare, code per i test

Le Regioni si muovono senza un ordine particolare, mentre negli aeroporti le ASL stanno cercando di capire come attrezzarsi in modo che i tamponi siano necessariamente effettuati dai vacanzieri di ritorno da Grecia, Spagna, Malta e Croazia

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Cinque giorni dopo l’ordine del Ministro della Salute – e mentre continuano ad aumentare i casi di contagio in Italia, così come in altri Paesi non compresi nell’elenco del ministero, dalla Francia – le Regioni si muovono senza un ordine particolare, mentre negli aeroporti le ASL stanno cercando di capire come attrezzarsi in modo che i tamponi debbano essere effettuati dai vacanzieri di ritorno dalla Grecia, dalla Spagna, Malta e Croazia. In Liguria sono pervenute al sistema sanitario regionale circa mille segnalazioni di persone di ritorno da viaggi in Paesi a rischio che hanno richiesto tamponi. In Friuli-Venezia Giulia, stesso trend: 5mila richieste.

Tamponi negli aeroporti

Negli aeroporti di Roma Fiumicino – dove domenica 16 agosto sono stati emessi i primi francobolli – e di Ciampino aree dedicate ai test Covid-19. Negli aeroporti del Veneto – a cominciare da quelli di Venezia e Verona – si è iniziato a controllare lo stato di salute dei viaggiatori già ad agosto, così come a Pescara e Perugia, mentre a Bologna, cosa si chiama un “esperimento” sarà lanciato nei prossimi giorni. Ma altrove, le decisioni regionali non prevedono test di arrivo negli aeroporti locali. Per ora non ci saranno francobolli negli aeroporti pugliesi di Bari e Brindisi: i francobolli destinati ai turisti e agli italiani in arrivo da Malta, Spagna, Grecia e Croazia vanno fatti il ​​prima possibile 72 ore dopo l’arrivo, invece di 48 ore come previsto. ordinanza ministeriale.

In Lombardia bisogna contattare Ats

Chi sbarca a Napoli dovrà mettersi in isolamento in attesa dell’appuntamento per recarsi negli appositi centri, mentre chi sbarca a Genova dovrà dichiararsi alle ASL. Nel Lazio da lunedì 17 agosto, per far fronte alla forte domanda, i 15 drive-in park della Capitale resteranno aperti sette giorni su sette per coprire i rientri dall’estero. Ma è la Lombardia – di gran lunga la regione più colpita dall’epidemia – a ricevere la maggiore attenzione. Chi arriva negli aeroporti di Milano Malpensa, Linate e Bergamo-Orio al Serio dovrà recarsi al di fuori degli aeroporti e “entro 48 ore dal proprio arrivo in Italia se non subisce un prelievo negativo entro 72 ore prima del partenza”. Anche se in Lombardia, si prevede di installare entro mercoledì stazioni “nei pressi o all’interno degli aeroporti di Linate e Malpensa, coinvolgendo anche gli ospedali, per effettuare prelievi”. Fino al lancio dei nuovi punti per l’addebito diretto, in ogni caso, i passeggeri dovranno rivolgersi all’ente preposto alla tutela della salute per denunciare il proprio rientro in Italia. Finora, come segnalano diversi utenti sui social network, è quasi impossibile mettersi in contatto con un operatore.

Ordinanza del Ministero della Salute

Il decreto del ministro Roberto Speranza – firmato il 12 agosto – prevede l’obbligo di “sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi mediante tampone, all’arrivo in aeroporto, porto o zona di confine, se possibile ”, oppure“ entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale con l’ASL di riferimento ”per chi intende entrare in Italia ed“ entro quattordici giorni i precedenti sono rimasti o sono passati per Croazia, Grecia, Malta o Spagna ”. “In attesa di sottoporsi alla prova – prosegue l’ordinanza – le persone sono sottoposte a isolamento fiduciario presso il proprio domicilio o presso la propria residenza”.

Code per i francobolli al rientro a Seriate
Milan Ats spiega di aver ricevuto nei giorni scorsi circa 5.000 riserve di buffer: l’esecuzione dei test è già iniziata, ma visto il numero elevato si ritiene che stia dirottando le indagini sulle varie strutture “drive through” presenti in alcuni ospedali. A Seriate, non lontano dall’aeroporto di Bergamo-Orio al Serio, sono già stati prelevati circa 900 campioni (500 già denunciati) in un giorno e mezzo con lunghe code che sono state eliminate. Asst Bergamo Est è stata la prima a partire, già giovedì pomeriggio, per i pronto soccorso di Alzano e Seriate, ma anche di Lovere e Piario. A questi si aggiunse il “Papa Giovanni” di Bergamo.

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