Tridico in udienza: ecco i punti salienti del bonus Montecitorio Covid. Tag antifrode su 40mila posizioni

“PROCESSO” IN CAMERA DA LETTO

La battuta sugli altri nomi continua: il presidente dell’Inps segnala di aver inviato una nuova domanda al garante della privacy. È stato organizzato un audit interno per chiarire

di Nicoletta Cottone

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La battuta sugli altri nomi continua: il presidente dell’Inps segnala di aver inviato una nuova domanda al garante della privacy. È stato organizzato un audit interno per chiarire

6 ‘letto

“Processo” alla Camera dei Deputati che ha richiesto il bonus Covid, nonostante un reddito superiore a 12mila euro mensili, oltre 100mila euro annui. Il presidente dell’Inps Pasquale Tridico è stato chiamato in commissione lavoro alla Camera per nominare i politici coinvolti nella vicenda, ma non li ha citati. È un po ‘un testimone e un po’ un accusato nel caso. C’è una tesi complottista che ritiene che la notizia sia uscita ad hoc, un mese dopo il referendum sulla riduzione dei parlamentari. Restituisce gli addebiti al mittente. La seduta, che si svolge a distanza, è stata trasmessa sulla web tv della Camera e sul sito del Sole 24 Ore. Oltre ai tre nomi emersi dai deputati che hanno incassato l’assegno – Elena Murelli e Andrea Dara della Lega e Marco Rizzone del M5 – i deputati avrebbero voluto conoscere i nomi di chi ha presentato domanda e non ha ricevuto il bonus e quelli dei governatori coinvolti. . E hanno chiesto di evitare di mettere nell’elicottero gli amministratori dei piccoli comuni che hanno dei gettoni di presenza simbolici.

Continua la battuta sugli altri nomi: nuova domanda al garante

La battuta sui nomi, nonostante il pubblico, continua. I tre nomi emersi dai deputati che hanno preso il bonus sono noti, ma per l’ennesima volta gli altri nomi non vengono resi noti. Gli altri due deputati che hanno richiesto il bonus e non l’hanno ottenuto sono stati presi di mira. “Rispetto ad altri nomi” di politici che hanno ricevuto il bonus e non si sono denunciati, “abbiamo investito il garante”, al quale “abbiamo chiesto come trattare questi dati”. Il presidente dell’INPS ha quindi segnalato di aver rivolto una nuova domanda al garante della tutela della privacy. L’Autorità aveva già dichiarato nei giorni scorsi che il velo della privacy poteva ricadere sul “bonus furbetto” di Montecitorio che aveva ricevuto il bonus. Il Garante Privacy ha inoltre inoltrato richiesta di informazioni all’INPS e avviato un’istruttoria sulla metodologia seguita dall’Istituto in merito al trattamento dei dati dei beneficiari del bonus Covid per i numeri di partita IVA e notizie trasmesse su questo argomento. Tridico ha detto alla presidente della commissione per il lavoro della Camera Deborah Serracchiani di fare una domanda scritta per scoprire i nomi.

Tridico si difende: la notizia non è uscita da me

“A marzo e aprile, la priorità era pagare tutto immediatamente, tutto immediatamente”, ha detto Tridico. “L’INPS – ha sottolineato – è una vittima, non un carnefice di questa vicenda”. E si è difeso, dicendo che non aveva divulgato la notizia e ha ordinato a Audizione interna per chiarire: “Questa notizia non viene da me né direttamente né indirettamente, nel modo più assoluto”. Una nota della Repubblica, pervenuta in udienza, lo conferma. Tridico, con il cuore spezzato e irrequieto, legge testualmente il discorso di un blog sul tavolo di fronte a lui. “Come puoi vedere oggi, nessuno ha dato nomi, nomi che si sono auto-dichiarati negli ultimi giorni, sia a livello nazionale che locale”, ha detto Tridico. Ha ribadito il suo estraneo ai fatti: “Chiunque affermi cose del genere lo fa per uno scopo che mi sfugge, motivi fantasiosi e accuse infondate da rispedire al mittente”.

Controllo interno ordinato

“Il 9 agosto esce la notizia, senza i nomi, perché nessuno conosce i nomi e l’Istituto, che garantisce la privacy, non li comunica”, ha detto Tridico in udienza. Ha ricordato che il 7 agosto è stato chiamato dal direttore di Repubblica Maurizio Molinari: “Il suo giornale ha scoperto la notizia bonus e ha voluto darla e mi ha chiesto i miei nomi. Ero sorpreso. Questa notizia non viene né direttamente né indirettamente da me ”. Ha detto di aver “ordinato un audit interno per vedere se la notizia è stata rubata all’istituto”.

Il ministero vigile non è stato informato

Tridico ha detto, rispondendo a una domanda dei parlamentari, di non aver informato il Ministero della Vigilanza, quello del Lavoro, dell’accaduto del bonus ai politici astuti, mentre invece ha riferito di aver aveva parlato al consiglio di amministrazione dell’Inps il 31 maggio. Senza fare nomi. “La notizia dei 2.000 politici a livello nazionale e dei 5 deputati che ho condiviso a fine maggio con il consiglio di amministrazione dell’istituto, per poi consentire lo svolgimento delle necessarie verifiche”, ha detto. dichiarato.

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