Perché i mandanti chiedono la riduzione della responsabilità penale

Con la conversione in legge del decreto “liquidità” sono quindi diminuite le possibilità di responsabilità penale del datore di lavoro. Quest’ultimo, infatti, non deve più ricercare, di volta in volta, le misure antinfortunistiche da adottare ma può limitarsi ad applicare quelle previste dal protocollo affinché venga adempiuto il suo obbligo di garanzia. A tal proposito, va sottolineato che si tratterebbe di una ricerca casuale, dato che tali misure sono necessariamente variabili, come avviene, ad esempio, per le disposizioni anti-Covid-19 che sono oggetto di aggiornamenti continui.

Questa è precisamente la rilevanza di s. 2087 per aver spinto la PA a richiedere che i protocolli di sicurezza da noi firmati siano il più dettagliati possibile.

Ad oggi, tuttavia, se il datore di lavoro viola le norme di prevenzione, le circostanze aggravanti sopra menzionate continuerebbero ad operare e lui, in ogni caso, continuerebbe a rispondere anche in caso di lieve negligenza. Ciò appare eccessivamente penalizzante nel caso in cui la colpa sia imputabile solo ad inesperienza per due motivi: 1) la quantità di competenze necessarie a gestire la sempre crescente complessità degli ambienti di lavoro – e delle scuole in particolare – è costantemente aumentare e 2) il livello di abilità richiesto è sempre più alto. Tale “valutazione” non può essere ottenuta nemmeno con il supporto del responsabile del servizio di prevenzione e protezione e del medico competente. Per rendersene conto si pensi all’applicazione di indicazioni apparentemente ragionevoli e ragionate proposte da questi ultimi che si rivelano insufficienti a garantire la tutela dell’integrità dei lavoratori fragili: ne dovrebbe essere responsabile il datore di lavoro? ?

La colpa, per quanto lieve, riconducibile a negligenza o incoscienza non è scusabile, abbiamo in più occasioni sensibilizzato le forze politiche ad esigere che tutti i datori di lavoro – e non solo i capi di istituto – rispondano solo per negligenza. grave in caso di incidente. derivante da inesperienza, per analogia con le disposizioni relative alle professioni sanitarie.

E ‘ora che questa richiesta, lungi dall’essere assimilabile a qualsiasi “scudo criminale” – per noi eticamente inaccettabile – sia accolta: è possibile coniugare la possibilità per il datore di lavoro di operare serenamente, soprattutto in contesto in continua evoluzione dove le indicazioni tecnico-scientifiche ed operative cambiano rapidamente, con la necessità della più ampia tutela della sicurezza dei lavoratori.

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