Antimafia, 13 non rappresentabili alle Regionali (9 in Campania)

VERSO LE 20 E 21 ELEZIONI

La Commissione Parlamentare Antimafia comunica i risultati del lavoro svolto sulla formazione delle liste elettorali: sono nove in Campania, tre in Puglia e una in Val d’Aosta

immagine di caricamento predefinita
(foto Ansa)

La Commissione Parlamentare Antimafia comunica i risultati del lavoro svolto sulla formazione delle liste elettorali: sono nove in Campania, tre in Puglia e una in Val d’Aosta

3 ‘letto

Sono tredici in tutto non rappresentabili alle prossime elezioni regionali, secondo il codice di autoregolamentazione del partito e la legge Severino. Di questi, undici per il codice di autoregolamentazione e due per la legge Severino. E ‘quanto emerge dalle riflessioni della Commissione parlamentare antimafia, sulla base dei controlli organizzati dalla direzione nazionale antimafia.

“Sono state effettuate verifiche su 15 soggetti segnalati dalla dirigenza del distretto antimafia”, ha spiegato Nicola Morra, presidente della commissione antimafia, comunicando l’elenco dei cosiddetti “non rappresentabili” per Regioni e Comuni che voterà il 20 e 21 settembre. Morra, annunciando i risultati del lavoro svolto sulla formazione delle liste elettorali, ha sottolineato che “la funzione di controllo” sulle liste “riguarda sia la disciplina prevista dal decreto legislativo numero 235 del 2012, la cosiddetta legge Severino, sia il codice di autoregolamentazione cui si riferisce “.

Nove “irrappresentabili” in Campania

Secondo quanto riferito dall’Adnkronos, nelle liste delle regioni sono nove gli “irrappresentabili” in Campania. Cinque candidati sono scesi in campo con il governatore Vincenzo De Luca e sono Sabino Basso, Aureliano Iovine, Michele Langella, Francesco Plaitano e, l’unico sotto l’ascia di Severino, il senatore Carlo Iannace, ex consigliere regionale uscente. Iannace è stata dichiarata sospesa dal 31 marzo 2016 dall’ufficio del consigliere regionale a seguito di condanna nell’ambito dell’indagine “Benessere”. Anche 4 nomi del centrodestra sono nel mirino dell’Antimafia: 3 candidati con Forza Italia (Monica Paolino, Maria Grazia Di Scala e Francesco Silvestro) e uno con la “Lega Salvini Campania”, Orsola De Stefano.

Tre in Puglia

In Puglia, ha spiegato il presidente della Commissione antimafia Morra, “tre soggetti non rispettano il codice di autoregolamentazione perché assicurati alla giustizia e con un processo pendente. Si tratta di Silvana Albani, (“Puglia Solidale Verde” per il presidente Michele Emiliano), accusata di reati di falsa perizia, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e corruzione di atti giudiziari, aggravati dallo scopo di agevolare l’attività delle associazioni mafiose (artt. 110, 373, 319, 319 ter cp e art. 7 legge 203/1991). Il processo è in corso presso il tribunale di Catanzaro ”. Morra ha poi citato il nome di Vincenzo Gelardi, (“Partito Progressista Sud Sud” per il Presidente Michele Emiliano), accusato di molteplici reati di trasferimento fraudolento di valori aggravati dallo scopo di agevolare l’attività delle associazioni mafiose (artt. 110 cp, 12 quinquies del D.lgs 306/1992 e art.7 della Legge 203/1991). Il processo è in corso presso il tribunale di Napoli. Infine “Raffaele Guido (“ Fiamma Tricolore ”per il Presidente Franco Piero Antonio Bruni), accusato di molteplici reati tra cui tentata violenza privata, lesioni gravi e minacce, aggravate dallo scopo di agevolare l’attività delle associazioni mafiose (art. 110, 56-610, 612, 582-585 c.p. e articolo 2,4,7 della legge 895/1967 e articolo 7 della legge 203/1991). La cui udienza è in corso davanti al tribunale di Lecce ”.

Uno in Valle d’Aosta

Anche in Valle D’Aosta ci sono persone “non rappresentabili”. Dopo lo studio delle liste regionali, nel mirino dell’Antimafia, c’è il caso di un candidato in violazione della legge detto Severino: si tratta dell’ex governatore della Valle D’Aosta, Augusto Rollandin, sul campo con una nuova formazione autonomista che ne porta la firma “Per l’autonomia”. Rollandin, sei volte presidente della Regione, è stato condannato in primo grado nel marzo 2019 nell’ambito del processo per una rete di corruzione in Valle d’Aosta: a causa di Severino è stato sospeso dalle sue funzioni pubbliche ( era consigliere regionale dell’Union Valdotaine).

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *