Fri. Nov 27th, 2020

L’effetto Covid-19 cambia la geografia dello sport in Italia: primato a Bologna con il ciclismo e la Formula 1

Trenta, che senza la pandemia avrebbero trovato la medaglia d’oro ideale (anche grazie alle affermazioni nell’attrattività degli eventi 2019 e nel ciclismo), scendono al terzo posto in classifica generale, pagando più di tutti gli altri per il “rigore” indotto dal virus dello sportivo. Subito dopo, nella classifica che raccoglie i quattro “controindicatori”, ci sono Rimini e Aosta. È quest’ultima che perde di più nel rapporto tra turismo e attività sportiva, che in Valle – come in altre zone montane interessate per lo stesso motivo – è diffuso sia in inverno che in estate. Mentre Rimini, Brescia e Reggio Emilia formano il trio che più ha risentito della chiusura di strutture per grandi e piccini.

Il Trentino, in particolare, è impegnato soprattutto nell’attrattività degli eventi sportivi, per via dei tanti eventi di carattere nazionale che si sarebbero dovuti svolgere nel 2020 sul suo territorio e che sono rimasti sulla carta. Anche a questo proposito soffrono Genova, che ha perso la finale di Champions League nella pallanuoto con Recco, e Cagliari, che aveva annullato le regate preliminari di Coppa America. La nuova stesura dei calendari, invece, ha rilanciato alcune realtà territoriali, prima fra tutte – come già accennato – Bologna. Un vantaggio anche per i territori (Palermo, Matera e L’Aquila) dove il Giro d’Italia farà tappa dopo l’annullamento del primo in Ungheria. Mentre la F1, per la prima volta al Mugello, ha reso meno pesante la perdita di eventi in provincia di Firenze.

Gli effetti negativi sull’iscrizione ai campionati si fanno sentire soprattutto nelle aree minori: è il caso di Fermo (Montegranaro) e Pistoia, che pagano a caro prezzo la rinuncia al basket maschile di alto livello.

Da Bolzano in giù

Appena sotto il podio della classifica generale c’è Bolzano, grazie al suo successo negli sport invernali ea tante altre posizioni importanti. Notevole il quinto posto a Vicenza, con due vittorie di tappa legate agli sport di squadra: nella classifica che riunisce le discipline meno apprezzate e in quella che premia la presenza di squadre fuori dal capoluogo di provincia.

Tra le grandi metropoli, Torino riacquista la leadership (è nona in classifica generale) lasciata lo scorso anno a Milano (ora 21 °, con una posizione recuperata); Roma ancora in leggera salita (dal 33 ° al 31 ° posto) e balzo significativo per il Napoli (dal 76 ° al 60 °). La provincia napoletana può contare soprattutto sull’ottima organizzazione dell’Universiade 2019, che ha conquistato numerosi incarichi anche a Salerno, Caserta e Benevento (favorita ulteriormente dal ritorno al calcio di serie A). Resta il fatto che quasi tutti i territori del sud e dell’isola sono in ritardo: nella prima metà della classifica c’è solo Cagliari (15 °), che senza Covid sarebbe stato nono, Teramo (45 °), Chieti (47 °) e Bari (52 °).