news1
Sat. Dec 5th, 2020

INPS: nei primi 7 mesi dell’anno oltre 2,9 milioni di assunzioni in meno (-38%)

L’OSSERVATORIO DEL PRECARIATO

Forte calo dei contratti a causa dell’emergenza Covid e delle misure restrittive. A scapito soprattutto del termine rapporti

immagine di caricamento predefinita
(Ansa)

Forte calo dei contratti a causa dell’emergenza Covid e delle misure restrittive. A scapito soprattutto del termine rapporti

1 ‘letto

Le assunzioni attivate da datori di lavoro privati ​​nei primi sette mesi del 2020 sono state 2.919.000. Rispetto allo stesso periodo del 2019, la contrazione è stata “molto forte (-38%) a causa dell’urgenza della pandemia Covid-19 e le conseguenti restrizioni (obbligo di chiudere le attività non essenziali) nonché il calo più generale della produzione da consumo “.

È quanto emerge dai dati sul lavoro precario dell’INPS. Questa contrazione, particolarmente negativa ad aprile (-83%), dice l’istituto, si è gradualmente attenuata fino a luglio (-20%). Il decremento ha riguardato tutte le tipologie contrattuali, ma è stato particolarmente accentuato per le assunzioni su CDD (intermittenti, temporanei, temporanei).

Caricamento in corso…

Anche le trasformazioni permanenti diminuiscono

Le trasformazioni per un determinato periodo nel periodo gennaio-luglio 2020 ammontano a 302.000, anch’esse in calo rispetto allo stesso periodo del 2019 (-33%; -41% per il mese di luglio); A proposito di tale decremento, tuttavia, si ricorda che nel 2019 il volume delle trasformazioni è stato eccezionalmente elevato, anche per l’impatto delle modifiche normative dovute al “decreto dignità”.

Le conferme dei rapporti di apprendimento al termine del periodo di formazione continuano ad aumentare complessivamente per il periodo gennaio-luglio 2020 (+ 10%). I licenziamenti complessivi sono stati 2.808.000, in forte calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-23%). Tale decremento è stato particolarmente accentuato per i contratti a tempo indeterminato del periodo marzo-luglio (-39%) anche per l’introduzione il 17 marzo (decreto legislativo n ° 18, 2020, “CuraItalia”) e la successiva riconferma (decreto Legislativo n. 34, 2020, “Rilancio”) del divieto di licenziamento per motivi economici.