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Sat. Dec 5th, 2020

Università, test d’ingresso “predice” il futuro delle matricole

Lo studio cisia

Lo studio mette in correlazione i risultati del quiz con la carriera accademica: il punteggio basso spesso segue alcuni crediti

di Eugenio Bruno

Università, a Perugia, forte aumento delle iscrizioni

Lo studio mette in correlazione i risultati del quiz con la carriera accademica: il punteggio basso spesso segue alcuni crediti

3 ‘letto

Dimmi come è andato il test d’ingresso e ti dirò chi sei, cosa studierai e con che profitto. Grazie alla capacità di test standardizzati – indipendentemente dalla modalità di somministrazione (cartacea o elettronica) – di prevedere il futuro degli studenti del primo anno. Come testimonia un rapporto sul “valore predittivo” dei test d’ingresso all’università, che la CISIA presenterà il 23 ottobre in un convegno organizzato con le Conferenze di Ingegneria ed Economia (cui parteciperà anche il Ministro Gaetano Manfredi ). Uno studio di 68 pagine che, da un lato, fotografa screening e quiz di autovalutazione al momento della pandemia e, dall’altro, può aiutare l’orientamento politico centrale o locale.

Anche perché l’11,9% delle ragazze e il 14,8% dei ragazzi abbandona dopo il primo anno, mentre l’8,8% delle studentesse e l’8,5% degli studenti maschi cambiano corso.

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Una recensione di “Tolc @ casa”

Anche per il Consorzio Interuniversitario Sistemi Integrati per l’Accesso (Cisia) – che oggi conta 53 università partecipanti e offre test di ammissione online (il cosiddetto Tolc) dal 2012 al 2020 non è stato un anno come tutti gli altri. . La quasi totalità dell’attività di amministrazione dei test di ingresso, che tradizionalmente inizia a febbraio e termina a novembre, si è svolta in modalità “home”, cioè sul PC di studente piuttosto che nelle aule computer. Ci sono circa 235.000 test emessi e 210.000 studenti coinvolti. Con un incremento del 30% rispetto all’anno precedente e un buon riscontro dall’estero come confermato da Andrea Stella, presidente di Cisia: “Si è confrontato con studenti dislocati in 114 Paesi diversi e questo ci fa capire come può diventare un potente strumento per aumentare la qualità del reclutamento di studenti stranieri e sviluppare l’internazionalizzazione degli atenei italiani ”.

LA CAPACITÀ DI “ANTICIPAZIONE” DEL QUIZ
LA CAPACITÀ

La capacità di prevedere il futuro

Il rapporto sottolinea il “valore predittivo” dei test, sia per la scelta accademica che per scopi di carriera. E lo fa studiando due aree: Tolc-I per l’ingegneria e Tolc-E per l’economia e le statistiche realizzate dai dichiaranti nel 2016/17. Partiamo dall’economia che rappresenta una new entry, visto che la previsione ingegneristica è stata studiata da Cisia quando erano in atto i test. Il primo dato che emerge e che ci sembra degno di nota è che il 70% degli studenti che sostengono il test si iscrive poi a Economics and Business Management oppure a Economics (e il 57% opta anche per la stessa università in test) mentre il restante 30% fa altre scelte. Un altro elemento interessante riguarda l’origine degli iscritti a economia: il 43% è andato al liceo scientifico, il 23% all’istituto tecnico commerciale e il 13% al liceo classico. Per poi arrivare alla corrispondenza, su cui si rimanda alla grafica presente nella pagina, tra il punteggio ottenuto al test di ammissione e la carriera universitaria. Per le matricole Tolc-E e Tolc-I che hanno superato il quiz su 24 in generale, il primo anno supererà i 40 crediti. Al contrario, fermarsi a 3 punti, soprattutto in ingegneria, rischia di nuocere in modo significativo all’inizio di una carriera universitaria con nemmeno 20 crediti agricoli e una percentuale di inattivi (vale a dire studenti senza crediti) vicino al 40%.

Politiche di orientamento

In un punto in cui molte matricole hanno già scelto dove iscriversi nel 2020/21 ma altre devono ancora farlo, sembra che valga la pena concentrarsi anche su alcuni risultati del rapporto CISIA. Il primo riguarda “l’utilità del TOLC sia per orientare le scelte post laurea sia come guida nella preparazione delle prove di selezione”. Il secondo, invece, può coinvolgere gli atenei nella “predisposizione di un eventuale percorso di recupero per studenti con esiti insoddisfacenti della prova di selezione”. I due temi dovrebbero tornare alla ribalta con il Fondo Revival, che dovrebbe contenere un piano congiunto Istruzione-Università per rafforzare le attività di orientamento degli studenti già negli ultimi due anni di scuola secondaria. Giocare presto può garantire un futuro migliore. Università e non.