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Tue. Jan 19th, 2021

Il volo degli italiani all’estero: 131mila partenze per l’espatrio lo scorso anno, quattro su dieci hanno tra i 18 ei 34 anni

Distanze tra città e zone interne

Oggi, il vero divario non è tra Nord e Sud, ma tra le città e l’entroterra. Sono luoghi che si trovano al Sud e al Nord, ma che al Sud diventano una doppia perdita: verso il Nord e verso il resto del mondo. I territori già provati da spopolamento, senilizzazione, eventi calamitosi o situazioni economiche infelici si stanno svuotando. Un esempio vale per tutti: il 23 novembre 2020 sarà il 40 ° anniversario del terremoto più catastrofico della storia repubblicana, quello che ha colpito Campania e Basilicata. Ancora oggi queste regioni sono provate nelle loro regioni interne da molte partenze, ma allo stesso tempo mantengono all’estero il grande valore di molte comunità con tradizioni e peculiarità specifiche. Sono migranti che guardano al loro luogo di origine con nostalgia, interesse e voglia di cambiare le cose. Sono spesso italiani che già partecipano attivamente alla vita del loro luogo di origine, pur rimanendo nella loro situazione di migranti che si spostano stabilmente tra l’Italia e l’estero, tra migrazioni interne e internazionali, in Europa o all’estero.

CITTADINI ITALIANI ISCRITTI IN AIRE SOLO PER ESPATRIATO

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Boom della mobilità italiana in 15 anni: + 76%

Se nel 2006 gli italiani regolarmente iscritti all’AIRE (Registro degli italiani residenti all’estero) hanno superato poco più di tre milioni (3.106.251), nel 2020 hanno sfiorato i 5,5 milioni (il 9,1% della popolazione residente). in Italia il 1 ° gennaio 2020, ovvero 60.244.639 persone): in quindici anni la mobilità italiana è aumentata del + 76,6%. Crescita ininterrotta, sottolinea il rapporto, che ha visto restringersi sempre di più la differenza tra i sessi (le donne sono passate dal 46,2% del totale degli iscritti nel 2006 al 48,0% del totale degli iscritti nel 2020) . Si tratta di una comunità che, in generale rispetto al 2006, sta diventando più giovane a seguito di nascite all’estero (+ 150,1%) e di nuova mobilità composta da famiglie con minori al seguito ( + 84,3% della fascia 0-18 anni) e da giovani e giovani adulti immediatamente e pienamente integrati nel mercato del lavoro (+ 78,4% in più rispetto al 2006 nel 19-40 anni).

Primo paese di destinazione del Regno Unito (anche a causa dell’effetto Brexit)

Delle 131.000 partenze per espatrio dello scorso anno, il 72,9% registrato con Aire in Europa e il 20,5% in America (di cui il 14,3% nel sud). Al primo posto tra le destinazioni, ormai da diversi anni, c’è il Regno Unito (quasi 25.000 immatricolazioni, 19% del totale) per cui si trovano sia le nuove effettive iscrizioni sia l’emergere di connazionali da tempo presenti sul territorio inglese valido. e che, nell’ambito della Brexit, hanno deciso di regolarizzare formalmente la propria presenza attraverso il complesso e confuso processo di transizione in termini di diritti, doveri e riconoscimento o meno di coloro che avevano precedentemente risieduto e lavorato nel Regno Unito per a volte.

Seguono Germania e Francia

Seguono Germania (19.253, 14,7%) e Francia (14.196, 10,8%), nazioni che continuano ad attrarre italiani soprattutto legati alle tradizioni migratorie della ricerca generica di lavoro da un lato – pensa a tutti nel restauro e nell’edilizia – e agli specialisti, invece, legati al mondo accademico, al settore sanitario o all’ingegneria della zona internazionale. Inoltre, bisogna tener conto del mondo creativo e artistico italiano, che trova terreno fertile in paesi come Francia e Germania e, in particolare, in città come Parigi e Berlino.

Principale regione Lombardia per partenze

La Lombardia resta la regione principale per numero totale di partenze (17,7%) ma, rileva il rapporto, non si può parlare di incremento percentuale della stessa (meno 3,8% lo scorso anno ). Il contrario è invece vero per Molise (+ 18,1%), Campania (+ 13,9%), Calabria (+ 13,6%) e Veneto (+ 13,3%).