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Thu. Jan 21st, 2021

Ristoro per chi chiude, aiuti in arrivo per 6,8 miliardi di dollari

oggi il decreto

2 miliardi per il fondo non rimborsabile e 2,6 per il CIG per attività chiuse o danneggiate, inclusi taxi e NCC. Altre risorse per affitti, fiere, sport, turismo e intrattenimento

di Carmine Fotina e Marco Mobili

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2 miliardi per il fondo non rimborsabile e 2,6 miliardi per la CIG per attività chiuse o danneggiate, inclusi taxi e NCC. Altre risorse per affitti, fiere, sport, turismo e intrattenimento

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Il decreto di ristoro vale circa 6,8 miliardi di cui 2 riservati al fondo a fondo perduto per attività chiuse o danneggiate dalla mini serrata e 2,6 miliardi al fondo licenziamenti riservato a dipendenti e operai delle stesse attività.

Per alzare l’asticella delle risorse posta in essere con il nuovo decreto è necessario: 300 milioni per le fiere; 180 milioni per compenso da versare lavoratori sportivi, società sportive dilettantistiche e credito sportivo; 150 milioni di credito d’imposta su noleggio commerciale per i mesi di ottobre, novembre e dicembre (credito d’imposta che resta trasferibile e che viene esteso anche a chi ha volumi di attività e commissioni superiori a 5 milioni di euro); 115 milioni per l’esenzione della seconda tranche dell’IMU con scadenza 16 dicembre; 200 milioni per un nuovo pagamento mensile del reddito di emergenza; 60 milioni per le Forze dell’Ordine coinvolte nella verifica del rispetto delle regole relative all’apertura e chiusura delle attività.

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Il resto del dono alla cultura e al turismo

Il resto della dote, approssimativamente 1,2 miliardi di euro, è destinato alla cultura e al turismo con 680 milioni di euro per finanziare la riemissione dell’indennità di 1.000 euro per lavoratori stagionali e spettacolo, 400 milioni per agenzie turistiche, 100 milioni per cinema e 50 milioni per le imprese culturali.

Il gioco più atteso del nuovo decreto, atteso oggi in Consiglio dei Ministri e in Gazzetta Ufficiale come annunciato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è quello relativo al nuovo ristoro non rimborsabile. L’ipotesi più largamente accettata al momento sarebbe quella di riconoscere una forma di compensazione ridotta per chi può ancora lavorare, anche se per orari limitati, e un contributo maggiore per chi è costretto a chiudere.

Quattro bande identificate: Rinfresco al 100% (coefficiente 1) delle somme già incassate con l’incremento Dl riservato ad imprese e attività che, con la chiusura alle ore 18, possono cercare di contenere le perdite e continuare ad operare (pasticcerie o gelaterie); 150% (coefficiente 1,5) per coloro che hanno subito a danno parziale, come i ristoranti, che sono aperti a pranzo e cena possono lavorare con il servizio da asporto; 200% (coefficiente 2) perDi Più danneggiato, cioè attività che sono costrette a chiudere (cinema, teatri, palestre, piscine, sale giochi, scommesse o tombola, terme, centri benessere e fiere);400% (coefficiente 4) per attività che erano state chiuse anche prima del nuovo Dpcm, tenuto conto anche dell’ondata di contagi registrata durante le vacanze (balere e discoteche). Il calcolo è stato effettuato sulla base del fatturato mensile delle società e delle attività interessate dall’accantonamento. Il riferimento resta quanto già sborsato con il decreto stimolo tra luglio e agosto.