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Sun. Jan 17th, 2021

Covid, Inps: i primi due mesi ho perso 600 euro di busta paga

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(ANSA)

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La pandemia e il massiccio ricorso ai licenziamenti hanno portato i dipendenti a perdere una media di 300 euro al mese sulla busta paga a marzo aprile (22,5%) e una riduzione di 220 euro al mese (17%) durante il due mesi di maggio e giugno. Lo si legge nel rapporto annuale dell’INPS presentato oggi. Secondo l’INPS grazie ai licenziamenti intenzionali Covid le aziende hanno registrato una riduzione dei salari del 58% rispetto al costo medio per dipendente nei primi due mesi e del 33% nei due mesi successivi. Il 55% delle aziende ha utilizzato la cassa integrazione Covid mentre il 40% dei lavoratori coinvolti è stato coinvolto.

Inps: il 33,6% dei pensionati con meno di 1000 euro mensili

Secondo il rapporto INPS, più di un terzo dei pensionati italiani percepisce un reddito da pensione inferiore a 1.000 euro mensili (ricalcolando l’importo annuale percepito nell’arco di 12 mesi). E non solo: 5.195.000 i pensionati dell’Istituto hanno assegni al di sotto di questa soglia, contando solo sul 12,6% delle spese pensionistiche, che nel 2019 ammontavano a 294,3 miliardi. Quasi 1,6 milioni di loro hanno assegni fino a 500 euro. Il totale dei pensionati Inps a fine 2019 era 15.462.177. Per circa 1,27 milioni di pensionati l’indennità supera i 3.000 euro per un totale di oltre 66,7 miliardi e il 22,7% della spesa totale.

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Tridico: contributo peso inaccettabile solo per i giovani

Se da un lato si comprende l’obiezione, prevalentemente sindacale, contro l’applicazione a tutti – sin dall’inizio – del sistema di calcolo dei contributi, anche “misti”, sulla base del principio che questo genererebbe in molti casi “pensioni mediocri” e tagli significativi, d’altra parte è difficilmente accettabile, in termini di equità intergenerazionale, concordare che questo taglio riguarderà i giovani che avranno pensioni calcolate con il sistema contributivo puro “, a ha dichiarato il presidente dell’Istat, Pasquale Tridico, presentando la relazione annuale dell’Istituto Secondo Tridico è possibile operare, nell’ambito di un regime contributivo per tutti, alla tutela dei lavoratori occupati in lavori gravosi e quelli che perdono il lavoro dopo 60 anni e l’istituzione di una pensione di garanzia per i giovani.

INPS: le madri lavoratrici hanno salari inferiori a 5.700 euro all’anno

Le donne con figli hanno in media salari inferiori a quelle senza e questa differenza si può calcolare intorno ai 5.700 euro l’anno. La stima arriva dall’INPS che, nella relazione annuale, spiega come il forte ricorso al lavoro part-time e ai percorsi professionali che, se prima della maternità si sovrapponevano, evolvono lasciando chi ha avuto figli percorsi più accidentati. “A quindici anni dalla maternità – scrive l’Inps – lo stipendio annuo lordo delle madri è di 5.700 euro inferiore a quello delle donne senza figli rispetto al periodo precedente il parto”.